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Simbolo di Atene e messaggio visibile di Pericle. Il Partenone e le sue meraviglie


“Il Partenone è il sogno dell’architetto. È perfetto. È ciò che l’architettura era, è e dovrebbe essere. O almeno è così che dicono. Fu costruito sotto l’egida di Pericle, secondo cui era simbolo di un’Atene che era la «scuola dell’Ellade». Tucidide, che era contrario alla costruzione del Partenone, disse che quel monumento avrebbe indotto le generazioni future a pensare che la civiltà ateniese avesse raggiunto il suo punto più alto. Tucidide non si sbagliò di molto, perché Atene divenne il modello non solo dell’Ellade ma di tutto il mondo occidentale, e da allora il Partenone è modello di tutta l’architettura.”

(Hollis Edward)

Il Partenone è il gioiello di Atene.

Il Partenone riassume il messaggio dello stratega Pericle.

Il Partenone è l’immagine della potenza ateniese.

Fu il primo edificio ad essere progettato e costruito sull’Acropoli di Atene nell’ambito dei lavori di ristrutturazione dell’area nel V sec., iniziati per volere di Pericle stesso e affidati a Fidia: realizzato dagli architetti Ictino e Callicrate fu il loro capolavoro, iniziato nel 447 a.C. e terminato nel 438 a.C.

Questi doveva contenere in sé un messaggio, quello di Pericle e di un’Atene vincitrice delle Guerre Persiane, un’Atene estremamente ricca che si era sacrificata per il bene di tutti i Greci, un esempio da imitare e ammirare…e in effetti fu tutto questo!

Non aveva un altare, anzi questo si trovava tra il Partenone e l’Eretteo, proprio dove si trovava la cella dell’antichissimo tempio di Atena Poliàs, e proprio qui, ogni anno, la processione delle Panatenee si svolgeva e portava in offerta un nuovo peplo per l’immagine della dea qui posta e, per la leggenda, caduta dal cielo.


Partenone

E il Partenone?

Era stato costruito per ospitare la grande statua crisoelefantina della dea vergine, Atena Parthenos, e le offerte a lei dedicate, ennesimo simbolo della potenza della città prediletta della dea!

Era un tempio dorico periptero, con otto colonne sui lati corti e diciassette su quelli lunghi, con una cella estremamente grande che portava a una riduzione delle dimensioni di corridoi, pronao e opistodomo. La cella era divisa in due ambienti separati, uno più grande a est con la statua e i colonnati a “pi greco” e l’altro a ovest con al centro quattro colonne ioniche circondate da tutte le offerte per la dea. L’alzato in marmo pentelico e l’inclinazione delle colonne verso l’interno alleggerivano la pesantezza dell’ordine dorico e il risultato era una struttura imponente e allo stesso tempo leggera, la quale purtroppo non ci è giunta integra, a causa delle varie trasformazioni nel tempo. Chiesa, moschea, luogo di esplosione del 1987…il Partenone non è stato risparmiato e soprattutto il suo apparato scultoreo è giunto frammentario e sparpagliato per i musei d’Europa, ma grazie ai resti e ai disegni di antichi viaggiatori è stato possibile ricostruirne la decorazione.

Le prime ad essere realizzate furono le metope della peristasi, il colonnato che circondava il tempio, scolpite ad altorilievo e narranti un diverso evento mitologico su ogni lato: la Gigantomachia a est, l’Amazzonomachia a ovest, la Centauromachia a sud e la conquista di Troia a nord. Tutte queste vicende raffiguravano la lotta eterna tra civilizzazione e barbarie, tra ordine e caos, ed esaltavano al contempo l’evento che si era appena svolto delle Guerre Persiane, in cui Atene si era opposta ai Persiani proprio come Teseo alle Amazzoni e ai Centauri, Eracle e gli dèi ai Giganti e i Greci ai Troiani.


Partenone, frontone est


Gli Ateniesi venivano quindi ad aggiungersi agli eroi mitici che si erano opposti al caos e venivano omaggiati per il loro sacrificio e coraggio!

A seguire il fregio a bassorilievo, alto 1 m e che correva sulla sommità del muro della cella, venne posto e rappresentava la processione delle Panatenee con l’offerta del peplo alla dea alla presenza dei dodici dèi ed eroi della città.

La processione iniziava dall’angolo sud-occidentale dell’edificio e si divideva in due cortei di cavalieri, carri e figure appiedate che poi venivano a ricongiungersi sul lato est in corrispondenza dell’ingresso della cella, proprio dove il peplo veniva consegnato, tessuto ogni anno da giovani fanciulle scelte tra le più nobili famiglie ateniesi.

Una processione storicamente avvenuta?

Per alcuni sì, per altri puramente mitica, per altri ancora una congiunzione tra passato e presente.

In ogni caso rimaneva un avvenimento corale, legato al culto della patria, estremamente religioso e a cui tutta la società veniva invitata a partecipare, un avvenimento che univa tutto il popolo, uomini, donne, vecchi, bambini, ricchi, poveri…ciascuno poteva identificarsi nei personaggi del fregio e riconoscere i vari momenti della cerimonia!

Era una processione atemporale a cui tutti partecipavano e a cui gli dèi presenziavano seduti, completamente umanizzati, calmi e alti il doppio dei mortali.

Le metope e il fregio vennero terminati forse prima del 438 a.C. mentre i frontoni furono realizzati per ultimi e di questi ci resta ancora meno.


Partenone, fregio Panatenee

A est doveva essere narrata la nascita di Atena dal cervello del padre Zeus e alla presenza di tutti gli dèi, tra i carri del Sole e della Luna, con Dioniso che brindava al sorgere di un nuovo giorno, Iris che portava la novella a Demetra e Afrodite mollemente sdraiata sul grembo della madre.

A ovest la contesa tra Atena e Poseidone per il possesso dell’Attica, alla presenza del mitico re e arbitro Cecrope: al centro dovevano esserci le divinità, che si allontanavano l’una dall’altra, e tra di loro forse l’olivo donato da Atena alla città.

Tensione palpabile, personaggi che interagiscono tra loro, corpi possenti coperti da stoffe leggerissime che creavano un effetto bagnato destinato ad avere grandissima fortuna.

Ciascun elemento del Partenone elevava la città di Atene e cantava come un poema la gloria dei suoi cittadini.


Di Silvia Urtone

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