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La ''Camera Picta'' di Andrea Mantegna

Di Federica Pagliarini


La Camera degli Sposi, o anche detta "Camera Picta" si trova nel Castello di San Giorgio a Mantova, precisamente nel torrione nord est. Il ciclo di affreschi è uno dei più famosi nel nord Italia, realizzato dal grandissimo Andrea Mantegna tra il 1465 e il 1474. Quale fu il motivo del lavoro? Ancora oggi, nonostante un grande restauro effettuato tra il 1984 e il 1987, non c'è unanimità tra gli studiosi sul motivo della committenza degli affreschi. Sembra comunque che l'episodio che portò alla sua realizzazione sia stata l'elezione a cardinale di Francesco Gonzaga, avvenuta il 1° gennaio 1462. Tutto il ciclo, in ogni caso, è stato realizzato per commemorare la loro casata.

Tutta la sala, di forma pressoché cubica, è affrescata: sia le pareti che la magnifica volta. Nella parte inferiore delle pareti corre una zoccolo marmoreo su cui poggiano dei pilastri che dividono il muro in tre aperture, in cui l'artista ha dipinto le scene.

Prima però soffermiamoci sulla volta, la parte più famosa della Camera Picta. Al centro è dipinto un oculo, chiaro riferimento a quello del Pantheon, che finge un'apertura verso l'esterno. L'oculo è uno degli esempi più belli di scorcio prospettico mai visti fino ad allora. Da una balaustra scorciata si affacciano dei personaggi e alcuni animali: una dama di corte con una serva di colore e un gruppo di domestiche, un pavone (che fa riferimento agli animali esotici che i Gonzaga avevano a corte) e alcuni putti. Dall'oculo si dipartono dei finti costoloni dipinti che dividono lo spazio in losanghe e pennacchi. I costoloni terminano in finti capitelli che poggiano sui reali peducci delle volte. Il registro più alto delle pareti è occupato da dodici lunette e da medaglioni che raccontano alcune imprese dei Gonzaga. Al di sotto ci sono le aste che reggono i tendaggi, leggermente scostati per far vedere le scene. I drappi riecheggiano il broccato e decoravano realmente le stanze del castello.


Oculo prospettico della Camera Picta


Vediamo adesso le scene principali delle pareti. Mantegna ha cercato di mantenere una narrazione coerente e cronologica dei fatti, anche se la forma della stanza non lo permetteva. Nella parte inferiore, quella appunto destinata agli affreschi narrativi, c'era un camino che creava difficoltà per la creazione di scene senza interruzioni. Come risolse il problema? Realizzando una piattaforma rialzata a cui si accede tramite scalini sul lato destro. La prima scena, che rappresenta la corte dei Gonzaga, è divisa in due dalla struttura architettonica ad archi: a destra una tenda chiude la scena e non lascia intravedere lo sfondo, a sinistra il tendaggio è magnificamente tenuto aperto, per evidenziare che quella è la parte più importante. In posizione centrale c'è Ludovico Gonzaga seduto su un trono, parla con un servitore e tiene in mano una lettera. Sull'identità del servitore non si ha certezza: potrebbe trattarsi del fratello del marchese Ludovico III, Alessandro, oppure del segretario di Ludovico Gonzaga, Marsilio Andreasi. Ai piedi del trono c'è un cane, Rubino, il fedele animale domestico del marchese. Dietro c'è il suo terzogenito Gianfrancesco che tiene le mani su un bambino, il protonotario Ludovichino. Barbara di Brandeburgo, la moglie di Ludovico Gonzaga, si trova in posizione centrale, accanto al marito. Famosa la figura della nana di corte Lucia, affetta da neurofibromatosi. Sugli altri personaggi, alcuni certamente servitori, non è ancora chiara l'identità. Inoltre non si capisce cosa rappresenti precisamente la scena. Purtroppo non si legge il contenuto della lettera che avrebbe potuto essere la chiave di volta. Si è pensato potesse trattarsi della lettera che convocava Ludovico al comando delle truppe milanesi. La comunicazione arrivava da Bianca Maria Visconti, il cui marito Francesco Sforza, era in cattivo stato di salute.


Scena con la corte dei Gonzaga.

Altrettanto famosa è la parete con l'affresco dell'incontro. Vediamo il marchese Ludovico, con le vesti ufficiali. Accanto a lui c'è Ugonotto Gonzaga, figlio del fratello Carlo, in quel periodo morto. Davanti a loro ci sono i figli di Federico I Gonzaga, Francesco e Sigismondo. Federico si trova invece all'estrema destra. Sullo sfondo è raffigurata la città di Roma. Si vedono infatti i principali monumenti: il Colosseo, Castel Sant'Angelo, il teatro Marcello.

La parte centrale è dipinta con dei bellissimi putti che reggono la targa dedicatoria. Si vede la firma di Mantegna, che si firma "padovano" e la data 1474, anno della fine dei lavori.


Scena dell'Incontro

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