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JANNIS KOUNELLIS CONQUISTA LA FONDAZIONE PRADA DI VENEZIA

Di Francesco Mancini



Fino al 24 Novembre 2019 la Fondazione Prada di Venezia ospita la mostra dedicata al grande maestro ed esponente dell'Arte Povera: Jannis Kounellis (Pireo 1936 - Roma 2017).

La retrospettiva, curata dal “padre” dell'arte povera Germano Celant e organizzata sui tre piani del palazzo Ca' Corner, riunisce più di 60 lavori realizzati dall'artista greco durante la sua proficua e brillante carriera artistica. Le opere selezionate, che cronologicamente vanno dal 1959 al 2015, provengono dai musei d'arte contemporanea più importanti al mondo come la Tate Modern di Londra, Centre Pompidou - Musée national d’art moderne (Parigi) e il Castello di Rivoli Museo d'arte contemporanea (Torino) e da collezioni pubbliche private. Questa ampia diffusione delle opere, sparse in tutto il globo, segna l'incredibile successo che Jannis Kounellis ha avuto negli anni della sua vita.

La retrospettiva apre le proprie porte esponendo alcuni documenti come film, cataloghi, inviti, manifesti e fotografie d'archivio che vogliono testimoniare la storia espositiva di Kounellis e di presentarlo al pubblico che visita la mostra.

Al primo piano dell'antico palazzo, possiamo ammirare i primi lavori dell'artista realizzati tra il 1960 e il 1966.


Jannis Kounellis, "Senza titolo", 1971, Courtesy, Fondazione Prada


Questi lavori riprendono scritte, insegne, lettere, frecce e numeri neri tracciati su tela, carta o altri supporti bianchi. Tra queste opere possiamo ammirare anche le famose rose, attaccate alle tele con bottoni automatici, simbolo della pittura di Kounellis.

Per quanto interessanti siano queste prime opere, la parte centrale della mostra, con tutte le opere realizzate dopo l'adesione all'arte povera di Kounellis avvenuta nel 1967, è indubbiamente quella più bella e interessante. È possibile ammirare dal vivo la celebre Margherita di Fuoco composta da un fiore realizzato in metallo con al centro il fuoco, elemento tipico dell'arte di Kounellis, generato da una bombola a cannello. Questo elemento naturale è presente in ulteriori installazioni dell'artista, come quella del 1971, dove ammiriamo un reticolo di fiamme disposte sul pavimento per annunciare il desiderio di un cambiamento totale, o quelle del 1980 e 2006, composte da strumenti musicali collegati a bombole a gas e campane in ferro battuto. In queste ultime due installazioni, Kounellis, vuole collegarsi al famoso mito di Orfeo, che attribuisce al canto la capacità di riportare in vita i morti.

Verso la fine degli anni '60, compare il motivo della ciminiera, elemento contrario alla forza primigenia della fiamma; imprigionata nella struttura in mattoni. Se il fuoco simboleggia una possibilità d’intervento rivoluzionario sulla realtà, la fuliggine e il fumo sprigionati dalla ciminiera rappresentano il dissolvimento e la fine di ogni potenziale azione politica e sociale.

La mostra presenta anche altre opere interessanti come l'installazione Senza titolo (tragedia civile) del 1975. Composta da un'enorme muro ricoperto d'oro e un'attaccapanni ornato solo di vestiti neri, vuole collegarsi ad una crisi storica e personale vissuta dall'artista. Quest'ultimo cerca di esprimere una sofferta condizione esistenziale e creativa: una scissione tra passato e presente che ha ancora qualche speranza di ricomporsi, come suggerisce la presenza della lampada ad acetilene accesa.


Jannis Kounellis, "Senza titolo", 1980, Courtsey, Fondazione Prada

Sono presenti anche installazioni di grandi dimensioni realizzate dall'artista nel corso degli anni '80. Questi enormi lavori si compongono di mensole, costruzioni metalliche che contengono oggetti di varia provenienza come calchi in gesso, bicchieri, ingranaggi e armadi. Tra queste installazioni possiamo citare quella costituita da due binari che sorreggono sei strutture di ferro ognuna contenenti 200 kg di ferro, e quella composta da diversi armadi sospesi al soffitto che occupa il secondo piano della sede veneziana. Quest'ultima opera vuole sfidare le leggi di gravità e sconvolgere lo spettatore, che si trova degli armadi sul soffitto, ben lontani dalla loro “classica” collocazione.

La mostra è accompagnata da un volume che, con un saggio di Germano Celant e un’ampia cronologia illustrata, documenta e approfondisce il percorso biografico e professionale dell’artista.

Questa appena descitta è una delle più riuscite e incredibili retrospettive dedicate all'artista greco. Se siete a Venezia fate assolutamente un salto per poter ammirare questi incredibili lavori presentati all'interno di uno dei palazzi più bello e affascinante del capoluogo veneto.


Jannis Kounellis, "Senza titolo", 1993-2008, Courtesy, Fondazione Prada

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Emozione Arte 2020

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