Emozione Arte 2018

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Il Polittico di Gand: Hubert e Jan Van Eyck

Di Federica Pagliarini


Il Polittico di Gand o anche detto Polittico dell'Agnello mistico, è una grande opera realizzata dai fratelli e Hubert e Jan Van Eyck tra il 1426 e il 1432.

Il polittico si apre, ed è formato da dodici pannelli di legno di quercia, di cui otto dipinti anche sul lato posteriore. Si possono così vedere quando il polittico è chiuso.

Non si sa con certezza quali pannelli abbia realizzato Hubert e quali Jan, anche se sembra plausibile che Hubert abbia ideato il polittico e iniziato l'Adorazione, il resto sarebbe stata tutta opera di Jan. Sulla figura di Hubert non si hanno molte notizie (al contrario di Jan su cui si hanno molti documenti), tanto che la sua esistenza è stata a volte messa in discussione. Non sappiamo nemmeno quali altre opere abbia realizzato e per questo è ancora più complicato distinguere il suo stile da quello del fratello Jan.

Le informazioni che abbiamo sul polittico le apprendiamo dalla cornice, su cui è apposta un'iscrizione. Si dice proprio che il polittico è stato iniziato da Hubert Van Eyck, "il maggiore mai vissuto" e completato poi dal fratello Jan "secondo nell'arte". La data si legge nelle lettere romane scritte in rosso. Il committente fu Josse Vijd.

La sua ubicazione iniziale era la cattedrale di San Bavone a Gand. Secondo alcuni studiosi, tra cui il celebre Panofsky, ci sono delle disomogeneità stilistiche. Molto probabilmente l'opera venne acquistata da Vijd quando il polittico era a metà della sua realizzazione (forse richiesto da qualcun altro) e lo fece poi adattare alle sue richieste.


Polittico di Gand o Polittico dell'Agnello mistico di Hubert e Jan Van Eyck

Il polittico si trova oggi nella cattedrale di San Bavone, quindi nel luogo dove era ubicato al momento della sua realizzazione. Purtroppo però prima di ritornare a Gand, l'opera ha subito una serie di vicissitudini, tra cui lo smembramento dei pannelli. Alla fine nel Settecento vennero tolte le due pale raffiguranti Adamo ed Eva perché considerate "oscene" e portate in sagrestia. Nel 1861 l'inglese Edward Solly comprò i pannelli laterali, poi alienati e passati al re di Prussia, entrarono a far parte delle collezioni dell'Altes Museum nel 1830, anno della sua apertura. A causa della Prima Guerra Mondiale molti pannelli vennero spostati per precauzione. Solo con il "Trattato di Versailles" tornarono in Germania, per il risarcimento che si doveva dare agli stati vincitori. Purtroppo a causa di questi eventi, andò perduto il pannello con i "Giudici Integri", trafugato nel 1934 e mai più ritrovato (quello visibile è una copia moderna). La Seconda Guerra Mondiale mise di nuovo a dura prova il polittico. Nel 1940 si decise di spostarlo in Vaticano, ma quando giunse la notizia che si era formato l'Asse Roma-Berlino, venne portato in un piccolo muso di Pau, sui Pirenei francesi. Hitler sequestrò il polittico nel 1942 per poterlo immettere nel suo fantomatico museo di Linz, mai nato. Ritrovato da "Monuments mens" venne riportato in Belgio. Negli anni Cinquanta venne restaurato a Bruxelles, poi conservato dentro una teca climatizzata, rimanendo così sempre visibile al pubblico. Dal 2010 il polittico è di nuovo in restauro e quest'anno sarà portato a Gend per una grandissima mostra dedicata proprio al nostro Jan Van Eyck (la mostra è iniziata il 1° febbraio).

Come è stato detto all'inizio, il Polittico di Gand è composto da ben dodici pannelli. Qual è il tema che li lega? La Redenzione, le cui scene sono divise in una parte ambientata sulla terra (quella esterna) e una parte ambientata in Paradiso (i pannelli interni). Il centro di tutto è la pala con il famoso agnello mistico, che si trova in piedi su un altare. Intorno a lui c'è una schiera di angeli e in cielo si vede la colomba dello Spirito Santo che irradia la Grazia divina con i raggi del sole. In primo piano c'è la Fontana della Vita, intorno alla quale si trovano gli adoratori del Signore, a sinistra pagani, scrittori ed ebrei, a destra i papi e i santi. Il tutto è ambientato in un lussureggiante giardino, molto simile ad un "locus amoenus".



L'Agnello mistico è quindi il fulcro di tutto il polittico, verso cui ci riconducono le tavole. È il corpo del Cristo, il suo simbolo. Proprio sull'agnello è da pochissimo tempo sopraggiunta una notizia che ha lasciato di stucco gran parte della critica. Il volto dell'animale ha delle fattezze umane. Sembra di essere di fronte al volto di un uomo. La novità ha portato sgomento e ci si domanda perché van Eyck abbia fatto questa scelta. Secondo Hélène Dubois, la storica dell'arte a capo del gruppo che ha condotto il restauro, l'agnello aveva il volto quasi umano perché doveva ispirare ai fedeli una devozione maggiore. Forse però al tempo uno sguardo così umano, poco attinente con la figura dell'animale, turbò gli animi e si decise di coprirlo e dargli un aspetto più consono alla specie.

Ai lati di questo grande pannello centrale si incontrano altre pale. Da sinistra abbiamo: i "Buoni Giudici", i "Cavalieri di Cristo" e gli "Eremiti con i Pellegrini". Quando il polittico è chiuso si possono ammirare le statue di San Giovanni Battista e San Giovanni Evangelista, realizzate con la tecnica della grisaille. Accanto a loro sono stati dipinti i committenti inginocchiati: Joos Vijdt e Lysbette Borluut.

Nel registro superiore, sempre centralmente, si vedono tre pannelli. La Vergine e Giovanni Battista occupano i lati, al centro è stata posta la figura di un uomo barbuto, seduto su un trono, abbigliato con una sontuosa veste rossa, tiara sul capo e scettro. Oltre a soffermarci sulla bellezza dei particolari, ci si deve domandare chi rappresenti. Dio padre? Oppure il Cristo Re? Per alcuni critici potrebbe trattarsi del simbolo della Trinità. Queste tre figure sono state attribuite ad Hubert a causa del modo in cui sono state dipinte le vesti, molto rigide.

Subito accanto a queste tre figure ci sono due pannelli con angeli musicanti e a seguire i pannelli di Adamo ed Eva, sopra cui si trovano due nicchie con le scene del sacrificio di Caino e Abele e l'uccisione di Abele.

Quando il polittico è chiuso vediamo la scena dell'Annunciazione, ambientata in una stanza, realizzata con finissima precisione, anche se le proporzioni non sono state rispettate, perché fuori scala.


Il Polittico di Gand con le ante chiuse

Restauro dell'agnello. [fonte fonte: Finestre sull'arte]

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