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C’era una volta…il Paese delle FiabeLa miracolosa rinascita di Sant’Angelo di Roccalvecce

Di Silvia Urtone


C’era una volta un borgo sconosciuto di nome Sant’Angelo di Roccalvecce.

Piccolo e dimenticato da tutti si trovava nella Tuscia, distante appena 25 chilometri da Viterbo, ed era popolato da non più di 130 abitanti: era destinato a scomparire, quasi come il non lontano “borgo fantasma” di Celleno, nascosto tra stradine tortuose e campi sterminati, tagliato fuori dalle strade principali. Fuori mano e fuori dal tempo, per trovarlo bisognava andarci di proposito e, diciamocelo, motivi per andare non ce ne erano né attrattive di alcun tipo. Né monumenti di interesse artistico, né vicende storiche rilevanti, niente di niente…giusto a inizio giugno la piccola sagra delle ciliegie, principale prodotto della zona.

Ma un giorno arrivarono ben 600 turisti e Sant’Angelo ricominciò a vivere, mostrandosi al mondo e risorgendo dalle sue ceneri, un paesino pieno di colori che, come l’indomita ginestra di Giacomo Leopardi, rialzava finalmente la testa per dire “io sono ancora qui”.

Che cosa è successo?

Si tratta di una rinascita, di un vero e proprio miracolo, frutto di un’idea brillante che unisce in sé arte e fantasia, un progetto che reca il nome di Sant’Angelo Paese delle Fiabe: ebbene sì, l’idea era proprio quella di trasformare il borgo dimenticato e desolato in un vero e proprio luogo sfavillante e magico in cui i colori e la fantasia possano esplodere e far sognare!

Come tutte le illuminazioni arrivò all’improvviso a Gianluca Chiovelli, il quale chiese aiuto alla sorella Paola e al cugino Alessandro: nel giugno del 2017 i tre si ritrovarono a osservare sconsolati il borgo pieno di immondizia, strade difficili da percorrere, deserto e sulla via dell’estinzione, e Gianluca, originario di qui ma trasferitosi a Roma, si chiese perché non fare qualcosa per riportare il luogo alla vita facendolo diventare una sorta di museo delle fiabe a cielo aperto, un vero e proprio “Paese delle Meraviglie” alla Lewis Carroll. Il progetto venne presentato per ben due volte al Comune ma mai ufficializzato e allora i creatori decisero di fare da soli e di non arrendersi, fondando l’associazione ACAS, la quale, autofinanziandosi con cene, eventi e anche con l’aiuto degli stessi abitanti del luogo, ha iniziato a prendere contatti con il mondo della street art e a formare una vera e propria rete di artiste (quasi tutte donne!) che hanno dato il via alla trasformazione di Sant’Angelo da zucca in carrozza!


Alice nel Paese delle Meraviglie


Ecco allora riempirsi il paesino di murales bellissimi e coloratissimi realizzati da Tina Loiodice, Lidia Scalzo, Daniela Lai, Isabella Modanese, Layla King, Cecilia Tacconi, Stefania Capati…tutte queste artiste lasciano il segno del loro passaggio sotto forma di fiaba. Perché quello che il progetto vuole portare avanti è l’idea che le fiabe nascano sì dalla realtà ma forniscano, allo stesso tempo, un’alternativa più gioiosa: Sant’Angelo, oltre a risorgere dalle tenebre, vuole diventare un luogo in cui piccoli e grandi possano sognare e in cui i secondi riescano a ricordarsi di essere stati bambini.

E il borgo risorge davvero e lo fa partendo dalla prima opera realizzata nella piazza principale: a crearla è Tina Loiodice, artista che dà l’avvio al progetto, curatrice della galleria Spazio 40 a Roma e già nota per le sue creazioni alle Stazioni San Giovanni e Giustiniana, e ancora a Primavalle, Monte Mario e Pineta Sacchetti. In un murale che ha richiesto dieci giorni di lavoro celebra il romanzo di Lewis Carroll, “Alice nel Paese delle Meraviglie”, raffigurando dei giganteschi Alice e Bianconiglio, accompagnati da carte e da un orologio che segna le 11.27, ora di inizio di realizzazione dell’opera il 27 novembre del 2017; in più partecipano anche i bambini del borgo che sono colti mentre tolgono un telo e scoprono i personaggi di questo mondo fantastico: si apre la porta su un mondo più bello e colorato e non la si chiuderà più!

Infatti i mesi e gli anni passano e le opere e gli artisti a voler partecipare al progetto aumentano…compaiono la Piccola Fiammiferaia, la casetta di Hänsel e Gretel, Willy Wonka e la Fabbrica di Cioccolato, Pinocchio nelle sue mille avventure, e ancora fate e animali fantastici, i quattro musicanti di Brema, la Sirenetta che volge lo sguardo ai visitatori nel bar del paese, Alì Babà nella Caverna delle Meraviglie, Mowgli e la sua famiglia nella giungla, Pollicina e la Bella Addormentata, la spada nella roccia davanti a un murale con un bambino che apre un libro e finisce in mondi fantastici, per non parlare di Babbo Natale stesso e del Piccolo Principe e di Peter Pan che veleggia verso l’Isola che non c’è!


Il Piccolo Principe

È un mondo fantastico e meraviglioso quello che si apre davanti agli occhi dei visitatori, un mondo che può rivelarsi ovunque e dietro ogni muro, tutto da scoprire, e che è destinato ad avere sempre nuove porte che conducono ad esso. Le storie da narrare sono infinite, prese in prestito da tutte le culture, infinite come è la fantasia, e nuovi murales compariranno negli anni a venire.

Sant’Angelo è il mondo in cui i sogni diventano realtà, in cui si può riscoprire il bambino che sapeva sognare e che è dentro di noi, il quale va mantenuto in vita e non lasciato morire.

E, proprio come la nostra fantasia, anche il piccolo borgo nella Tuscia non deve scomparire.

Salvatelo, visitatelo, mantenetelo in vita e ritrovate la magia in un posto che sembrava essere insignificante ma che invece nasconde in sé la bellezza.

“È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi.”

[Il piccolo principe, Antoine de Saint-Exupéry]



Hansel e Gretel

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