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Jackson Pollock e l'Action Painting


Il termine Action Painting si può tradurre con “pittura d’azione” ed è un movimento artistico caratterizzato dal forte contenuto gestuale e anticonformista dell’artista.

Questo movimento artistico nasce negli Stati Uniti in risposta alle atrocità successe nel secondo conflitto mondiale. Gli artisti e gli intellettuali, dopo aver visto gli orrori degli anni della guerra, decisero di rinnegare e fuggire dalla realtà, per approdare in un mondo completamente nuovo.

Uno dei massimi esponenti di questa corrente è lo statunitense Jackson Pollock (1912-1956). L’artista avrà una formazione sregolata, non solo non mostrerà un grande talento per il disegno, ma avrà diversi comportamenti che lo porteranno a essere espulso da diverse scuole d’arte americane. Lo stesso Pollock in moltissime lettere mandate ai fratelli, ammetterà non solo di preferire la scultura al disegno, ma anche di aver avuto cattivi comportamenti e di meritare l’espulsione.

Fin dall’inizio dei suoi studi, Jackson sarà interessato alla pittura messicana, soprattutto a quella di Diego Rivera (1886-1957), il celebre marito di Frida Kahlo.

Jackson Pollock si avvicinerà alla tecnica del dripping (far gocciolare il colore su ogni parte della tela) molto tardi, infatti, solamente nel 1947, nel suo studio a Long Island, inizierà a realizzare i primi dipinti con questa tecnica.

La vita di Jackson Pollock è segnata da una forte dipendenza dall’alcol, che lo porterà a sottoporsi a varie terapie psicoanalitiche. Purtroppo l’artista non riuscirà mai a guarire del tutto da questa dipendenza e nel 1956, per colpa dell’alcol, si schianterà con la macchina contro un albero perdendo la vita.

I dripping di Pollock non vogliono colpire lo spettatore con i colori o con l'aspetto gradevole, ma essere solamente la testimonianza della vita e presenza dell’artista. Per questo osservare il dipinto non ci trasmette nulla; perché dobbiamo pensare all’azione che avviene prima, a ciò che Jackson ha fatto sulla tela. Il quadro è solo il risultato, l’opera d’arte è il processo di realizzazione.

Per far comprendere lo scopo delle sue opere, negli anni '50, Jackson inizierà una collaborazione con l’amico e fotografo Hans Namuth, realizzando alcuni straordinari servizi fotografici che ritraggono l’artista al lavoro. Si parla di più di 500 scatti in bianco e nero dove vediamo Pollock utilizzare i pennelli come bastoni e “schizzare” la vernice direttamente sulla tela.

Jackson sceglie tele enormi per due motivi specifici: il primo è per rappresentare il potere degli Stati Uniti, che dopo la seconda guerra mondiale, diventerà la prima potenza mondiale. Il secondo è mostrare una forza fisica dell’artista, che vede la tela anche come una sorta di “palestra”.

Analizziamo ora più nel dettaglio qualche dripping dell’artista. Tutti i dipinti di Pollock seguono lo stesso schema ed hanno gli stessi obiettivi, per questo, dopo aver compreso i punti essenziali si riusciranno a capire tutti i quadri.

PALI BLU

Pali blu è uno dei dripping più famosi dell’artista. Il dipinto viene realizzato nel 1953 nello studio newyorkese di Long Island dell’artista. Pollock lavora intorno alla tela disposta a terra, utilizzando prima batuffoli di cotone, pennelli da verniciatori e poi successivamente diversi smalti sintetici colati in fili sottili di colore rosso, giallo e argento.

Gli smalti di colori variegati, a seconda della posizione della mano si distribuiscono o si addensano in maniera diversa.

Come notiamo, il dipinto diventa una sorta di labirinto dove possiamo immaginare qualsiasi cosa, una metropoli, come per esempio la città di New York, oppure un groviglio di pensieri.

I Pali Blu del titolo sono gli otto segmenti che attraversano orizzontalmente l’intero dipinto.


[Pali Blu, 1953, New York Collezione di Ben Heller]


ARGENTO SU NERO,BIANCO,GIALLO E ROSSO

Data la forte variabilità dei colori impiegati e del loro modo di essere gocciolati o schizzati, si possono ottenere risultati infiniti anche se la tecnica impiegata è sempre la stessa.

Il titolo di quest’opera indica l’ordine dei colori usati da Jackson, infatti, la tinta argento è l’ultima ad essere stata usata. Questo si nota perché il colore argentato si sovrappone a tutti gli altri colori.


[Argento su nero, bianco, giallo e rosso, 1948, Parigi, Centre Pompidou]

Grazie a questi dipinti Pollock otterrà un incredibile successo, riuscendo ad esporre in tutte le più grandi gallerie del mondo. Nel 1950 l’artista riuscì ad arrivare persino alla Biennale di Venezia.

Il successo dell’artista è dovuto anche alla sua personalità fragile e complessa, che ha fatto rinascere il mito dell’artista tormentato, infatti, come abbiamo detto precedentemente Pollock avrà un’infanzia difficile e per tutta la sua vita soffrirà di alcolismo.

Per quanto Pollock sia uno degli artisti più stimati, non tutti apprezzarono i suoi dipinti. La generazione degli artisti della Pop Art misero spesso in ridicolo l’operato di Pollock, paragonando i suoi dipinti alle stoffe dei divani e delle tende.

Indubbiamente oggi i dipinti di Pollock sono tra i più ricercati e apprezzati, diventando le opere centrali dei musei Guggenheim.

Pollock scrisse al suo fratello Charles, in una lettera del 1930, che un giorno sarebbe stato un’artista. Dopo aver ammirato uno dei capolavori di Pollock non possiamo non pensare che sia riuscito ad ottenere ciò che desiderava.

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