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La ''Galleria Prospettica'' di Borromini a Palazzo Spada a Roma: un'illusione ot


Se siete di Roma e avete un po' di tempo libero, oppure se siete in vacanza nella città, non potete perdervi la visita alla Galleria Spada, vicinissima a Campo de' Fiori e a Palazzo Farnese. Al suo interno, oltre alla presenza di opere di Artemisia Gentileschi, Gherardo delle Notti, Lorenzo Lotto e Gian Lorenzo Bernini (solo per citarne alcune), è presente la bellissima Galleria Prospettica di Francesco Borromini. L'architetto di origine svizzera, è purtroppo ricordato molto meno rispetto al suo coetaneo Bernini. Entrambi attivi a Roma nel Seicento, si trovarono, per alcuni lavori a collaborare, anche se quasi mai in atmosfere serene. I due artisti non provavano una stima reciproca. Bernini era sicuramente più famoso di Borromini e venne scelto ripetutamente dal Papa per lavori importanti nella fabbrica di San Pietro (ricordiamo che il famoso baldacchino di San Pietro, venne realizzato oltre che dal Bernini, anche da Borromini, che diede un apporto considerevole per quanto riguarda la parte architettonica, essendo un architetto).

Borromini in realtà realizzò delle opere davvero importanti, come la chiesa di Sant'Ivo alla Sapienza (purtroppo oggi visitabile solo all'esterno, in quanto l'interno è aperto esclusivamente per le cerimonie religiose) sita su Corso Rinascimento, sempre a Roma.

Il palazzo dove si trova oggi la Galleria Spada, è anche sede del Consiglio Nazionale di Stato (si trova in Piazza Capo di Ferro 13) ed è stato voluto dal cardinale Girolamo Recanati Capodiferro nel 1540, che lo fece realizzare dall'architetto Giulio Mazzoni e la sua equipe. Un secolo dopo il palazzo venne acquistato dal cardinale Bernardino Spada che chiamò Francesco Borromini, Paolo Marucelli e Vincenzo della Greca, per ristrutturare e cambiare il prospetto del palazzo. Il cardinale Spada (da cui poi prende il nome oggi il palazzo) voleva trasformarlo in qualcosa di più barocco. Inoltre era un grande estimatore dei giochi prospettici e delle illusioni. Non fu un caso quindi che Borromini venne chiamato a realizzare la cosiddetta "Galleria Prospettica" nel cortile di questo palazzo (adornato da profumatissimi alberi di arance amare).



Nel compiere l'opera si fece aiutare dal padre agostiniano Giovanni Maria da Bitonto, studioso di prospettiva solida accelerata. La galleria è qualcosa di straordinario. È lunga circa 8 m, ma ne finge più o meno 40. La statua di Marte che si vede alla fine del "tunnel" dà l'impressione di essere molto grande, simile alle classiche statue greche o romane, in realtà è alta solamente 60 cm. Entrando al suo interno (possono farlo solo le guide per dimostrazioni) si vedrà la persona diventare sempre più grande mentre avanza (quando nella realtà dovrebbe diventare più piccola) e una volta arrivata accanto alla statua di Marte, sarà molto più alta, più del doppio. L'illusione ottica che crea è davvero fuori dal comune, in quanto fa credere quello che in realtà non è. Come riuscì Borromini a creare questa "magia"? La convergenza dei piani del colonnato non si susseguono parallelamente, ma si uniscono in un unico punto di fuga. Inoltre le colonne diventano sempre più piccole andando avanti (quelle davanti sono alte circa 3 m e quelle alla fine della galleria circa un metro e mezzo), il pavimento è leggermente in salita e il soffitto in discesa. In origine sulla parete di fondo c'era una decorazione floreale che fingeva un trompe l'oeil.

Il primo esempio di prospettiva accelerata è stata usata da Donato Bramante a Milano (1480), nell'abside della chiesa di Santa Maria presso San Satiro, vicino al Duomo. L'abside sembra lunga molti metri, ma in realtà ha solo 120 cm di profondità. Un secondo esempio lo troviamo sempre a Roma, nella Scala Regia del Vaticano, realizzata dal Bernini nel 1666.


[Cortile interno di Palazzo Spada]


[La prima sala all'interno della galleria]

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