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Sessant'anni fa nasceva il simbolo della pace. Il riferimento è anche a Goya


Era il 21 febbraio 1959 quando il simbolo della pace fece capolino nel mondo; uno dei momenti storici e politici più difficili dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale. Il mondo era diviso in due grandi blocchi: l’USA e l’URSS che si contendevano il primato nucleare e la conquista dello spazio. Una guerra con conseguenze ben più catastrofiche delle precedenti sembrava imminente, ogni giorno di più. Fu proprio in questo periodo che si formò un movimento di protesta chiamato "Direct Action Committee Against Nuclear War", formato principalmente da giovani, che avevano a cuore il destino dell’umanità e del loro futuro. Le prime manifestazioni si svolsero in Inghilterra per dire no ai test nucleari decisi dal governo britannico e per chiedere il disarmo del nucleare, con scopi distruttivi, a tutti i paesi che ne facevano uso.



Gerard Holtom era uno studente della Royal College of Art di Londra e decise di ideare un logo che rispecchiasse la pace. Credeva che in questo modo le proteste potessero essere più efficaci e creare maggiore impatto soprattutto nel mondo politico. Il simbolo che tutti conosciamo è formato da un cerchio con all’interno due linee oblique, una che va sinistra e l’altra a destra. Holtom prese come riferimento l’alfabeto semaforico, unendo la lettera "N" (due braccia distese a 45°) e la lettera "D" (un braccio disteso sopra la testa e l’altro in basso). Le lettere si riferiscono alle parole "nuclear" e "disarmament". Il cerchio è il simbolo della Terra. Inoltre Holtom si ispirò al famoso quadro di Francisco Goya "Il 3 maggio 1808", dove esemplare è la figura del contadino con le braccia alzate (ricordano le stanghette del simbolo della pace). Il dipinto, realizzato quando Goya aveva 68 anni, rappresenta la resistenza madrilena contro il dominio francese, nell’occupazione del 1808, durante la Guerra di Indipendenza Spagnola. Non è stato un caso che Holtom scelse come modello questo dipinto. Oltre alla relazione iconografica delle braccia alzate dell’uomo, il dipinto è ricco di significati politici e soprattutto umani. Il contadino, l’unico che guarda fisso negli occhi, anche se pieni di paura, i suoi carnefici, rappresenta la resistenza dei deboli e del popolo contro una Stato brutale che fa di tutto per avere il potere. La lanterna poggiata per terra inoltre, lo illumina in modo prepotente, focalizzandone l’attenzione. Il dipinto, tra l’altro, rimase chiuso per almeno trent’anni nei depositi del Prado di Madrid. Molto probabilmente il suo stile non piacque a Ferdinando VII di Borbone, che amava decisamente di più il neoclassicismo. Da alcuni era ritenuto addirittura sciatto e scadente. Il successo arriverà tempo dopo, come purtroppo è accaduto troppo spesso per tanti altri artisti. Il simbolo della pace di Holtom divenne il primo logo della pace, prendendo il posto anche al più tradizionale ramoscello d’ulivo con la colomba (che rimase però in ambito religioso). Fece la sua prima apparizione a Londra, durante una manifestazione che partì da Trafalgar Square per giungere alla fabbrica d’armi di Aldermaston.


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Emozione Arte 2020

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