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Vasari alla Galleria Corsini: il ''Cristo Portacroce'' di Bindo Altoviti


Da oggi, 25 gennaio 2019, sarà possibile ammirare il bellissimo "Cristo Portacroce" attribuito a Giorgio Vasari, facente parte della collezione di Bindo Altoviti. Un evento davvero importante perché, per la prima volta, sarà possibile studiare un capolavoro sconosciuto. Vasari realizzò la tavola intorno al 1553, per il banchiere e collezionista Bindo Altoviti. Lo studioso, autore della scoperta, è Carlo Falcioni, un esperto della pittura vasariana. Vasari parlò di questo "Cristo Portacroce" all'interno del suo "Libro della Ricordanze", inserendo anche la data e il nome del committente. Altoviti fu infatti uno dei più importanti committenti di Vasari (gli richiese anche la pala dell' "Immacolata Concezione" ubicata nella chiesa di Ognissanti a Firenze).

Vasari dipinse l'opera durante il suo ultimo soggiorno a Roma, quando era ospite proprio nella residenza di Bindo Altoviti e per cui affrescò anche un "Trionfo di Cerere", che è stato poi spostato nel Museo di Palazzo Venezia nel 1929, a seguito della demolizione del palazzo Altoviti. Subito dopo si spostò a Firenze e lavorò con Cosimo I de' Medici.

La tavola è un chiaro esempio della "maniera" vasariana che permetterà di capire i suoi metodi artistici, sia tecnici che "intellettuali".

Il Cristo emana una forza straordinaria. Non è sofferente, anzi sembra avere una forza "sovraumana" che gli permette di sollevare, quasi senza sforzo, la pesante croce che ha sulle spalle. É un Cristo "eroico", oserei dire, dove l'influsso fiammingo ha fatto decisamente capolino.

Sarà possibile vedere il "Cristo Portacroce" fino al 30 giugno 2019. Saranno indette anche serie di interessanti conferenze e nel bookshop della galleria sarà in vendita il catalogo scritto per l'occasione, edito da Officina Libraria.



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