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Antonio Bernardo Fraddosio: ''Le tute e l'acciaio''


Nel cortile della Galleria d'Arte Moderna di Roma Capitale è stata da poco allestita l'installazione dell'artista contemporaneo Antonio Bernardo Fraddosio, intitolata "Le tute e l'acciaio". L'opera è dedicata al grave problema dell'Ilva di Taranto e in particolare alle condizioni degli operai della più grande fabbrica siderurgica d'Europa.

L'artista ha realizzato dieci cassoni d'acciaio, all'interno dei quali si trovano le simboliche tute degli operai, stropicciate dopo che vengono tolte e poste in una camera di compensazione. Subito dopo i lavoratori vanno in delle docce che dovrebbero evitare la nascita di tumori.

Le simboliche tute sono state realizzate con la lamiera che, per raggiungere lo stato di deformazione, è stata lacerata e incendiata. I cassoni sono invece stati costruiti in acciaio Cor-Ten ossidato e sono di colore rosso per ricordare le polveri velenose che si depositano sulle facciate delle case del quartiere Tamburi di Taranto, dove si trova la fabbrica.

Ognuno dei dieci cassoni è stato creato pensando agli elementi chimici cancerogeni che si creano con la fusione di ferro e acciaio e che gli operai respirano e subiscono quotidianamente. Per fare alcuni esempi abbiamo l'arsenico, il cromo, il nichel, il piombo e il vanadio. Su ogni cassone è presente il simbolo chimico.

Fraddosio entra nel cuore della questione, mettendo in mostra tutta la tragedia che colpisce gli operai della fabbrica. La lamiera è talmente stropicciata e lacerata che sembra gridare aiuto essa stessa. Ricorda molto i lavori di Alberto Burri. Anche lui usava "distruggere" la materia (plastica in particolare e plexiglass) con la fiamma ossidrica. Bruciature, buchi e materia sciolta erano i suoi biglietti da visita, soprattutto nella sua seconda fase artistica. Lui era stato medico durante la seconda guerra mondiale e voleva ricreare nelle sue opere lo strazio che aveva visto nei campi di concentramento, le ferite, spesse volte letali, che i militari subivano e per cui morivano.

Fraddosio vuole dare una forte scossa pubblica con questo lavoro, per fare in modo che nessuno se ne dimentichi, per ricordare che a morire a causa degli elementi cancerogeni, non sono solo operai, ma anche bambini e persone comuni, che vorrebbero vivere una vita serena, ma non possono.

E non è un caso che abbia meditato proprio sul problema dell'Ilva di Taranto. L'artista è infatti di origine pugliese e da sempre ha lavorato su temi universali, quelli che maggiormente toccano il popolo e l'umanità.

Sarà possibile vedere l'installazione fino al 3 marzo 2019.







[Le foto sono stata scattate alla mostra]

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