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Archeologia e turismo: le Isole Egadi


Le testimonianze storiche raccontano che il 10 marzo del 241 a.C., a largo delle coste di Levanzo, si svolse una delle battaglie più importanti della storia. I Romani di Lutazio Catulo, dopo lunghi anni di scontri e combattimenti, sconfissero i Cartaginesi di Annone. Era la fine della Prima Guerra Punica. Roma attestava così la sua diretta supremazia sulla sua acerrima nemica, Cartagine, e su tutto il Mediterraneo. Nel tratto di mare identificato come il luogo di svolgimento della battaglia sono stati rinvenuti, fino ad oggi, numerosi reperti di quell’epoca. Si parla, in tutto, di 19 rostri, 22 elmi e molte anfore. A fine ottobre, tuttavia, è avvenuta una scoperta decisamente importante. Tra i 75 e i 95 metri di profondità è stato infatti rinvenuto un altro rostro, il quale però reca una particolarità. Si tratta infatti dell’unico pezzo decorato a rilievo con la figura di una vittoria alata. Il soprintendente del mare Adriana Fresina ha sottolineato come un tale tipo di reperto possa «fornire nuovi dati tipologici, tecnici, epigrafici e storici». Indubbiamente, tutti questi nuovi dati emergeranno a seguito di un attento studio del reperto, ripulito e restaurato. Questa scoperta è stata inoltre l’occasione per condurre un’indagine approfondita della zona mediante la collaborazione di diversi Enti ed Istituti. Tra questi si annoverano l’Assessorato dei Beni Culturali della Regione Siciliana, la Soprintendenza del Mare, la Global Underwater Explorer, il Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza, l’ex stabilimento Florio di Favignana, l’Area Marina Protetta Isole Egadi, il Comune di Favignana e la RPM Foundation.



Un tale approccio ha permesso infatti di diversificare le tecniche di indagine, sperimentandone di nuove e avanzate. Al momento, il nuovo reperto è stato denominato “Egadi 18” e attende ulteriori studi. La scoperta, tuttavia, deve la sua sensazionalità alla sua importanza storica e culturale.

Già nel 2017, con il ritrovamento del rostro chiamato “Egadi 12” l’allora Soprintendente del mare della Sicilia, Sebastiano Tusa, aveva sottolineato quanto questo ritrovamento fosse significativo dal punto di vista storico: si tratta infatti di una conferma del luogo di svolgimento della celebre battaglia. In più, trattandosi di pezzi artigianali, essi sono tutti uno diverso dall’altro. Un commento sul ritrovamento attuale è invece stato espresso anche dal Sindaco delle Egadi, Giuseppe Pagoto, il quale ha sottolineato quanto, ancora una volta, la tutela del patrimonio culturale italiano sia una risorsa fondamentale per il paese. L’offerta turistica del luogo infatti sarà notevolmente arricchita da questa scoperta. Le Egadi si trasformeranno sempre più in un paradiso natural-culturale, in cui rilassare il corpo ed esercitare la mente.

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