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Caravaggio a Malta: ''Amorino dormiente''


Un cupido addormentato, con volto beato, sdraiato a terra, totalmente avvolto dalle braccia accoglienti di Morfeo. Con la mano sinistra tiene l’arco e le frecce, ormai innocue. Tutto il resto sembra essersi fermato. Lo sfondo è nero come la pece. “Amorino dormiente” è una bellissima opera realizzata da Caravaggio intorno al 1608. La critica è concorde nel ritenere che il Merisi la dipinse durante la permanenza a Malta, quindi dopo essere scappato da Roma per l’omicidio di Tomassoni ed essersi rifugiato a Paliano, Zagarolo e Napoli. Giunse così nell’isola di Malta, dove venne insignito della nomina di “Cavaliere di grazia dell’Ordine di Malta”.

L’attribuzione del dipinto a Caravaggio è marcata dalla scritta presente sul tergo tergo della tela: «Opera del Sr. Michel Angelo Marei da Caravaggio in Malta 1608». Sappiamo che l’anno dopo l’opera si trovava a Firenze in possesso del senatore Niccolò Dell’Antella grazie ai rapporti che il fratello, il priore gerosolimitano Francesco, aveva con Alof de Wignacourt. Infatti è presente a Malta nel 1587-89, nel 1604 e poi nel 1610. Successivamente passa nelle collezioni del cardinale Leopoldo de’ Medici e lo apprendiamo grazie ad una lettera che Frà Francesco Buonarroti scrive al fratello Michelangelo il Giovane (nipote del famoso Michelangelo) nel luglio del 1609. Sulla facciata del palazzo di Niccolò dell’Antella, a Piazza Santa Croce a Firenze, è presente una copia ad affresco di Giovanni da San Giovanni. È quindi una prova schiacciante che il quadro sia appartenuto originariamente alla famiglia.



Il committente dell’opera è Francesco dell’Antella, un cavaliere dell’Ordine di Malta, di origine fiorentina. Fu proprio lui che si impegnò per far sì che Caravaggio fosse ammesso nell’ordine. Era quindi un personaggio a cui il Merisi teneva particolarmente. Ma come arrivò al senatore Niccolò dell’Antella? Quest’ultimo era il fratello di Francesco e fu lui ad inviarglielo. Dopo la morte sia di Francesco che di Niccolò, il dipinto passò nelle mani di Donato dell’Antella, il figlio di Niccolò. Leopoldo de’Medici acquisterà l’opera direttamente dal lascito di Donato.

Non sappiamo come mai Francesco dell'Antella richiese come soggetto un amorino dormiente. In ogni caso l'iconografia potrebbe alludere all'amore cieco che nel sonno riposa i sensi. Oppure potrebbe essere visto come simbolo del controllo delle passioni (il sonno e arco e frecce posate a terra, innocue).

Esiste anche un’altra versione dell’ ”Amorino dormiente”. Si trova ad Indianapolis ed è stato il critico Maurizio Marini a parlarne per primo. È ritenuta una copia, ma marini la ritiene invece la prima versione dell’opera (databile nel periodo 1594-95) e che si rifarebbe al madrigale di Gaspare Murtola «Per lo medesimo Amore. Pittura del Caravaggio» (ricordiamo che il Murtola scrisse anche dei versi in onore della “Medusa” degli Uffizi).

Ritengo sia molto interessante parlare di un opera come l’ “Amorino dormiente” in quanto trattasi di un’opera del periodo tardo del Merisi che, molto spesso, viene trattata poco e marginalmente.


[Versione di "Indianapolis"]

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