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L’Abbazia scozzese in cui l’amore vince la morte: Sweetheart Abbey


Nell’area di Dumfries e Galloway, a 8 miglia a sud di Dumfries, nella zona sud-ovest della selvaggia e verde Scozia, si annida il piccolo villaggio di New Abbey.

Il nome è di certo bizzarro e deve la sua genesi alla colossale abbazia che, maestosa, si erge tra i piccoli cottages, un emporio, una locanda, una sala da tè e un parcheggio, posta lì quasi fuori dal mondo e incurante dei secoli che passano.

L’abbazia è legata a Lady Devorguilla (o Devorgilla), una delle tre figlie ed ereditiere del principe Alan, Lord di Galloway. La madre era la primogenita di David di Scozia, il fratello più giovane dei due re di Scozia, Malcom IV e William il Leone: la nostra protagonista discendeva così dai re di questa terra.

Ai fini della nostra storia non ci soffermeremo su tutta la vita della Lady, madre del futuro re di Scozia, John I, il cui regno durò solo quattro anni (1292-1296), ma salteremo direttamente al giorno del suo matrimonio con John, quinto Barone di Balliol, di cui divenne moglie nel 1223, probabilmente all’età di 13 anni, cosa piuttosto comune nel XIII sec.

La nuova famiglia di cui Devorgilla entrò a far parte era residente in Inghilterra, nel castello di Barnard, contea di Durham. John non era ricco come la moglie e nel 1263, a causa di una disputa con il vescovo della contea, dovette fare ammenda fondando un college per i poveri all’Università di Oxford e, dopo la sua morte, la moglie continuò a mandare fondi per il progetto, dedicandolo al marito come “Balliol College of Oxford”.

Nel 1268 John morì e Devorgilla e nel 1273 decise di fondare in sua memoria una grande abbazia cistercense, dove seppellì il corpo del marito e, fatto imbalsamare il cuore dell’amato, lo pose in uno scrigno di avorio e argento.

Da quel momento in poi, fino alla fine dei suoi giorni, venne ricordata per aver portato sempre con sé la reliquia tanto cara e, alla morte, avvenuta nel 1290, si fece seppellire con il cuore accanto a lei vicino al marito, di fronte all’altare maggiore di quella che all’epoca era conosciuta come New Abbey.



Oggi, infatti, la splendida abbazia non è conosciuta con questo nome ma con un altro, quello di Sweetheart Abbey: questo nuovo nome si deve ai monaci dell’abbazia che, in ricordo dell’amore duraturo della fondatrice, iniziarono a chiamare la loro casa “Dulce Cor”, ovvero Sweetheart, battezzandola in questo modo.

Il Balliol College è l’opera più ricordata di Devorgilla ma la più amata, di certo, è Sweetheart Abbey.

A quel tempo chi era in lutto poteva pagare un prete per dire delle messe per ricordare il defunto e i più agiati potevano permettersi di spendere grandi somme di denaro per far costruire una cappella apposita nella propria chiesa, oltre a pagare il prete per pregare con costanza per il caro estinto.

Ma Lady Devorgilla, donna forte e senza mezze misure, fondò addirittura un’intera abbazia per commemorare il suo John: l’atto di fondazione recitava che l’abbazia fosse dedicata alle anime dei re scozzesi e di altri antenati della donna, ma non ci sono dubbi che il principale destinatario fosse l’amato marito scomparso.


Posta in posizione romantica accanto al villaggio e invasa dall’erba, l’abbazia mostra ancora tutto il suo antico fascino, nonostante le numerose depredazioni succedutesi nei secoli abbiano anche causato la perdita di entrambe le tombe.

Considerata una delle più belle abbazie di Scozia, è costruita in arenaria rossa e conserva in buone condizioni l’imponente navata centrale della chiesa, fulcro del monastero, i cui edifici sono scomparsi quasi del tutto, le due laterali (in stile gotico) e la torre sull’abside e, nella parte in cui doveva esserci l’altare, è indicato il luogo in cui riposava Lady Devorgilla insieme al marito e al suo cuore conservato nel prezioso cofanetto.

L’edificio, ormai privo di tetto, conserva, inoltre, ancora le massicce e spesse mura perimetrali e, sopra le imponenti arcate della chiesa, si aprono numerose finestre e un magnifico rosone ancora intatto, risaltanti contro il cielo plumbeo scozzese.

La grandiosità della costruzione, nonostante i resti non così numerosi, rimane intatta grazie alle immense navate, agli archi gotici che si stagliano e puntano verso l’alto, agli intagli elaborati e ai trafori delle finestre rimaste, particolari che sottolineano il sempre più progressivo allontanamento dalla semplicità e austerità delle abbazie cistercensi più antiche.


La Lady fondatrice Devorgilla morì prima di vedere il figlio ascendere al trono per poi perdere il potere e cadere in disgrazia, disprezzato irrimediabilmente e, forse, ingiustamente dagli scozzesi che lo soprannominarono “veste vuota” e mancò di assistere alle devastanti guerre iniziate da Edward I d’Inghilterra e alla caduta della propria famiglia.

Si ricongiunse al marito questa donna dal “cuore dolce”, descritta dal poeta Wynton come “a bettyr Lady was there nane in al the ile of Mare Bretagne” (“Non vi era una dama migliore di lei in tutte le isole del Mare di Bretagna”) e, con il cuore dell’amato tenuto sempre vicino al suo, sia in vita sia dopo, ci mostra come l’amore possa sconfiggere anche la morte, un amore così potente da levarsi fino al cielo e a Dio dalla sua meravigliosa abbazia.

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