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Restaurato il pulpito di Nicola Pisano nel Duomo di Siena


È stato restaurato il bellissimo pulpito di Nicola Pisano, conservato nel Duomo di Siena. Venerdì scorso è stato presentato al pubblico in tutta la sua maestosità. L’intervento si è reso indispensabile a causa dell’annerimento dovuto al fumo delle candele e naturalmente al normale invecchiamento di un’opera con oltre otto secoli di vita. I restaurati sono riusciti a riportare alla luce i colori originali del marmo, con le dorature e gli occhi azzurri di alcune figure che fino ad oggi non si vedevano.

Qual’è la sua storia? Il pulpito è stato commissionato a Nicola Pisano nel 1265 dall’Opera del Duomo di Siena e venne realizzato oltre che da Nicola, dal figlio Giovanni Pisano, da Arnolfo di Cambio e Lapo. Il pulpito non è firmato, ma grazie ad una cospicua documentazione rimastaci, possiamo dedurre la data di inizio e la data di fine dei lavori, oltre al contratto che attesta la scelta dei materiali e la modalità della realizzazione del pulpito. Il primo pagamento è registrato al 29 settembre 1265. L’ultimo risale al 6 novembre 1968. Queste sono quindi considerate da tutti i critici, i termini ante e post quem del lavoro.

Originariamente il pulpito si trovava sotto la cupola, poi, nel 1532, fu spostato dove si trova oggi. Oltre al cambiamento di posizione, vennero apportate anche delle modifiche stilistiche. Il basamento su cui poggia l'intero pulpito (a base ottagonale), è stato aggiunto dopo, intorno al 1536-39, insieme alla scala e al ponte rinascimentali creati da Bernardino di Giacomo. Originariamente la scala era a spirale e purtroppo è andata perduta. Inoltre questi spostamenti hanno causato la diminuzione delle figure scolpite sia in altezza che in larghezza. I rilievi avevano delle cornici, eliminate a seguito dei cambiamenti apportati.

Cosa rappresentano le lastre istoriate? Maggiormente storie della vita di Cristo e il Giudizio Universale. Abbiamo per esempio "La Natività", l' "Adorazione dei Magi" e la "Strage degli Innocenti". Sugli spigoli ci sono figure di Santi ed Evangelisti, inserite per preannunciare la scena che si trova accanto a loro. Per esempio la "Madonna Annunciata con l'Angelo" anticipano la scena dell' "Annunciazione".



Ci sono otto colonne che sorreggono archi a tutto sesto trilobati. Quattro di queste colonne sono rette da leoni. Sopra i capitelli, tra gli archi, vediamo la raffigurazione delle Virtù.

Il pulpito di Siena somiglia molto a quello di Pisa, sempre di Nicola Pisano e finito qualche anno prima (intorno al 1260) e iniziato nel 1257. Ci sono però delle notevoli differenze. Per prima cosa quello di Siena ha una base ottagonale, al contrario di quello di Pisa che è esagonale. Le scene a Siena sono più ricche di personaggi, oserei dire quasi "affollate", con file anche di quattro-cinque figure, sovrapposte le une sulle altre. Questo, oltre ad evidenziare una maturazione stilistica, crea un maggiore pathos. Rispetto a Pisa infatti, qui possiamo parlare di continuità narrativa che, come abbiamo detto prima, è sottolineata ulteriormente dalle statue poste ai lati delle lastre istoriate.

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Emozione Arte 2020

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