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Il ''Battesimo di Cristo'' di Piero della Francesca


Il “Battesimo di Cristo” di Piero della Francesca è stato realizzato intorno al 1440-45 ed è conservato alla National Gallery di Londra. La sua originaria ubicazione doveva essere la Cattedrale di Borgo Sansepolcro, dedicata a Giovanni Evangelista. Il pittore doveva realizzare un polittico, le cui pale laterali e la predella, furono però terminate da Matteo di Giovanni circa vent’anni dopo. Questi scomparti si trovano oggi nel museo civico di Borgo Sansepolcro.

Abbiamo già avuto modo di parlare di Piero della Francesca e del suo interesse per la geometria e la prospettiva. In questa pala, come lo era stato per la “Resurrezione di Cristo”, è nuovamente evidente. Anche in questo caso, Piero decide di raffigurare un episodio della vita di Gesù, presa dal Vangelo di Matteo. Parliamo del Battesimo di Cristo. Gesù venne battezzato da Giovanni e quando uscì dall’acqua del fiume Giordano, si aprirono i cieli e vide lo Spirito Santo scendere sotto forma di colomba. Piero rappresenta proprio questo momento. Gesù è al centro della scena, è in piedi fuori dal fiume ed ha le mani giunte in preghiera. Giovanni accanto a lui lo sta battezzando. Al di sopra della testa del Cristo, c’è la colomba dello Spirito Santo. A destra un neofita attende il battesimo, a sinistra vediamo tre angeli, dalle fattezze molto simili ai tre misteriosi personaggi della “Flagellazione di Cristo”. Sullo sfondo è stata dipinta la città di San Sepolcro e la valle del Tevere. L’albero in primo piano sembra dividere la scena: da una parte l’evento più importante del battesimo del Cristo, dall’altra i tre angeli. In secondo piano vediamo invece due alberi, uno rigoglioso e l’altro secco. È una simbologia presente in tantissime opere di artisti quattro-cinquecenteschi. L’albero florido rappresenta infatti la vita rigeneratrice.



La composizione è fortemente geometrica. Piero usa i corpi platonici (in geometria solida è sinonimo di solidi regolari), di cui aveva parlato nel trattato “De corporibus regularibus”. Sono evidenti infatti un quadrato sormontato da un cerchio. Dal centro della pala si può immaginare di disegnare un triangolo equilatero, il cui vertice inferiore coincide con il piede di Cristo. Al centro del triangolo si trovano le sue mani. La colomba è invece posizionata proprio al centro del semicerchio.

Sui tre angeli alla sinistra della pala, sono state formulate varie ipotesi. Intanto non reggono le vesti di Cristo, simbolo della vita nuova dopo i quaranta giorni passati nel deserto. Alcuni critici però identificano la veste con il drappo roso che ricade sulla spalla dell’angelo a destra. Interessante il loro tenersi per mano che è stato visto come interpretazione figurativa del Concilio di Firenze per la riunificazione della chiesa d’Oriente con quella d’Occidente. La presenza di personaggi vestiti in modo orientale sullo sfondo sembra dare ragione a questa ipotesi. Dei tre angeli, uno rivolge la testa verso di noi, guarda gli spettatori e sembra dialogare con loro, quasi una sorta di “speaker” che racconta quella che sta accadendo e ne è testimone.

Come arrivò il “Battesimo di Cristo” alla National Gallery di Londra? La pala venne scoperta nel 1858 nella Sagrestia del Duomo di Sansepolcro da sir Charles Lock Eastlake, inviato della regina Vittoria. Era infatti in cerca di opere per abbellire i musei inglesi. Non venne portata via però perché troppo fatiscente e rovinata dall’umidità. Qualche tempo dopo sarà comprata dall’inglese John Charles Robinson che la venderà a Matteo Uzielli, un industriale. Alla morte di quest’ultimo, Eastlake decise di comprare l’opera, probabilmente pentito di non averlo fatto prima e pochissimo tempo dopo la rivendette alla National Gallery di Londra. L’opera venne restaurata e pulita. Da quel momento si scoprì il talento del pittore e l’interesse per la sua arte crebbe sempre di più, fino a farlo diventare uno dei pittori quattrocenteschi più famosi di tutti i tempi.


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