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5 libri da regalare a Natale!


Natale si sta avvicinando e con lui anche i fatidici regali. Mancano circa dodici giorni e se non avete ancora idee su cosa regalare ai vostri parenti, fidanzati/e e amici, eccovi qualche consiglio. Perché non donare un bel libro? Leggere fa sempre bene, apre la mente e ci fa conoscere nuove cose. Vi segnalo in questo articolo cinque libri d’arte che secondo me possono essere interessanti come regalo.

1)- “Il mistero Arnolfini” di Jean-Philippe Postel, edito da SKIRA. Il libro è molto recente (è uscito a marzo 2017) e racconta, in modo molto avvincente ed enigmatico la storia del famoso quadro di Jan van Eyck “I coniugi Arnolfini”, conservato alla National Gallery di Londra. Non si limita però soltanto a una storia “piatta” del dipinto, ma cerca di addentrarsi nelle problematiche legate al soggetto e ai simboli che tutt’ora interrogano tantissimi critici d’arte. È adatto sia ad un pubblico amante dell’arte, di cui già sa molto, ma anche alle persone alle prime armi. Il linguaggio è medio e non introduce termini troppo difficili o tecnici. Può essere definito quasi un “giallo”, dove le risposte sono ancora molto lontane dall’essere scoperte.


2)- “Leonardo. Genio senza pace” di Antonio Forcellino, edito da Laterza. Forcellino è un restauratore (per chi non lo sapesse ha restaurato la tomba di Giulio II in san Pietro in Vincoli a Roma con il Mosè di Michelangelo) e i suoi libri sono tutti bellissimi, a mio parere. Questo in particolare è l’ultimo uscito e racconta la storia del maestro vinciano. Anche in questo caso, non si tratta di un libro scontato, perché Forcellino introduce elementi nuovi, addentrandosi nel restauro delle opere. Penso che il lavoro del restauratore sia uno dei mestieri più belli, in quanto si riesce a dialogare con l’artista, si entra nella sua intimità, nel suo modo di fare. È come conoscerlo, diventare un suo amico. Un critico da solo non riuscirebbe a cogliere ogni sfaccettatura di un pittore o di uno scultore senza l’aiuto dei restauratori. L’autore ci regala così un volto nuovo di Leonardo. Grazie alle parti dedicate al restauro di alcune opere, la visione è completa e innovativa, sicuramente non uguale alle tante monografie dedicate al da Vinci. È un libro che consiglio a tutti, forse maggiormente indicato a pubblico già addentrato nel mondo dell’arte perché l’uso di termini più tecnici, tipici delle tecniche artistiche, non verrebbero altrimenti ben compresi.


3)- “La tavola Doria” di Louis Godart, edito da Mondadori (2012). Saggio brillante e molto particolareggiato, per chi già conosce Leonardo da Vinci e vuole scoprire qualcosa di più sulle sue opere. In particolare si parla della tavola Doria, ritenuta da tanti critici un autografo leonardesco. Cosa rappresenta? Un particolare dell’affresco della “Battaglia di Anghiari” che il maestro vinciano aveva iniziato a realizzare nel Salone dei Cinquecento a Palazzo Vecchio a Firenze e mai terminato. Dalle fonti sappiamo che Leonardo dipinse una tavola preparatoria per il suo affresco, ma non sappiamo se sia proprio questa (molti la ritengono di Rubens). Godart cercherà proprio di scoprire e svelare questo mistero.

4)- “Il disegno segreto. I messaggi della Kabbalah nascosti nei capolavori dell’arte italiana” di Roy Doliner, edito da BUR (2013). Libro aperto a tutti perché ricco di curiosità mai sentite prima. Tramite l’analisi della Kabballah e del Midrash ebraico, Doliner si addentra in rivelazioni stupefacenti, partendo da Sodoma e Gomorra fino ad arrivare a Bernini. Tanti sono i messaggi che nascondono le nostre città, cose che mai ci saremmo immaginati. Rimarrete sinceramente colpiti da questo libro, anche per il linguaggio semplice nonostante la complessità delle argomentazioni.


5)- “Il Caravaggio perduto” di Jonathan Harr, edito da BUR Saggi (2012). Termino questo elenco di libri con un “romanzo” se così si può definire, dedicato al magnifico quadro di Caravaggio “La Cattura di Cristo”. Opera ritrovata nel 1990 dentro un convento gesuita a Dublino in Irlanda, grazie ad un restauratore italiano: Sergio Benedetti. Il dipinto era stato commissionato dalla famiglia Mattei intorno al 1601 e dal Settecento si erano perse le sue tracce. Il libro ripercorre così la vera storia del ritrovamento del quadro, diventando un romanzo basato su fatti veri. Consigliato a tutti perché è avvincente, scorrevole e veramente piacevole. Ve ne innamorerete, soprattutto se è la prima volta che vedete il quadro “La Cattura di Cristo”. Una delle opere più belle che ci abbia lasciato la storia dell’arte.


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