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''Il peccato originale'' di Tiziano e un confronto con Rubens


Tiziano Vecellio è stato uno dei pittori più attivi nella Repubblica di Venezia per gran parte del Cinquecento. Maestro del tonalismo, insieme a Giorgione, ci ha lasciato una quantità considerevole di opere che hanno permesso di comprendere la sua personalità e il suo stile pittorico. Purtroppo, nonostante resti una grande mole di documenti d’archivio, non è ancora certa la data di nascita. La tradizione più accreditata la pone tra il 1473 e il 1490. Conosciamo per certo l’atto di morte, redatto nel 1576: aveva 103 anni. Se così fosse, Tiziano sarebbe nato nel 1473. Esiste però anche un’altra ipotesi da non escludere. Si basa su una lettera che il pittore inviò a Filippo II il 1° agosto 1571. Proprio qui Tiziano scrisse di avere novantacinque anni. Non tutti però sono d’accordo; ritengono che l’artista possa aver falsificato l’età per impietosire il re (a causa di un credito per alcuni quadri). L’ipotesi più attuale pone invece la nascita tra il 1480 e il 1485, per il fatto che non si conoscono opere del pittore anteriori al 1506. Ad ogni modo il dibattito è ancora aperto. Solo nuovi documenti d’archivio o fonti letterarie potranno dare risposte più convincenti.

Non potendo soffermarmi su tutti i dipinti di Tiziano, vorrei qui parlare di un quadro in particolare: “Il peccato originale” del Prado di Madrid. L’opera è stata fortemente danneggiata dal famoso incendio dell’Alcazar del 1734. Sarà poi ampiamente restaurata da Juan de Miranda. La datazione è piuttosto tarda, intorno al 1560 o 1570, quindi quasi alla fine della sua carriera. Altri invece pongono il quadro alcuni anni prima, verso il primo quarto del secolo. La tela rappresenta il momento in cui Adamo ed Eva stanno per prendere la mela dal serpente ingannatore. Eva è in piedi e afferra il frutto donatogli dal serpente con il volto umano, molto simile ad un cupido. Adamo è seduto di fronte a lei.



Le fonti da cui Tiziano ha sicuramente attinto sono due: il “Peccato originale” di Giulio Romano nelle Logge Vaticane a Roma e l’incisione di Dürer del 1504. Dal primo modello è stata sicuramente ripresa la posizione di Adamo seduto e di Eva in piedi. Un motivo questo che voleva sottolineare il ruolo passivo dell’uomo nei confronti del peccato originale ed enfatizzare l’atto di “trasgressione” della donna. In Tiziano però Eva non porge il frutto ad Adamo, ma lo prende dal serpente e Adamo sembra mostrare un sentimento di compianto e biasimo nei suoi confronti.


L’incisione di Dürer datata al 1504 era conosciutissima nel periodo di Tiziano. Grazie ad essa il pittore cambiò la posa

di Eva rispetto al dipinto di Giulio Romano e diede una grande importanza al simbolismo degli animali. In Dürer vediamo Eva in compagnia di un coniglio e di un gatto che, nel mondo alchemico, prediletto dal maestro tedesco, avevano una grande importanza per gli “umori” presenti negli esseri umani. Il coniglio rappresenta infatti il temperamento sanguigno e la sensualità, il gatto invece indica la collera e la crudeltà. Tiziano dipinge accanto alla donna una volpe, chiaro simbolo di lussuria e in alcuni casi anche del Diavolo in persona. In entrambe le opere è presente però anche un “antidoto”. Nel caso di Tiziano la malvarosa, pianta a cui venivano attribuite capacità terapeutiche, anche dal poeta Orazio. In Dürer invece la salvazione è simboleggiata dal pappagallo appollaiato sul ramo tenuto in mano da Adamo. Già dal Medioevo infatti la figura di questo volatile veniva assimilata a quella della Vergine. Le ragioni prendono spunto da una leggenda diffusa nell’antica Roma. Durante una giornata a cavallo, Giulio Cesare incontra un pappagallo in una foresta che straordinariamente esordisce con «Ave Caesar». Questo episodio è stato così interpretato come prova dei miracoli ed è stato paragonato al saluto dell’arcangelo Gabriele «Ave Maria».


Un quadro con lo stesso soggetto e con un’iconografia molto ma molto simile all’opera di Tiziano, è “Il peccato originale” di Rubens. Si è infatti ispirato tantissimo al pittore veneto e oggi viene considerato una copia del “Peccato originale” di Tiziano. E proprio nel quadro di Rubens compare il pappagallo. Sicuramente il pittore conosceva l’incisione di Dürer ed ha voluto fare questa aggiunta omaggiandolo. Anche quest’opera si trova al Prado di Madrid (qualche stanza più in là di quello di Tiziano) ed è datata al 1628-29. Nonostante le somiglianze tra le due tele, che potremmo definire quasi identiche, ci sono dei modi differenti di rappresentare le sensazioni e gli animi dei personaggi. Sintomo questo del cambio di mentalità religiosa e morale del tempo di ognuno. Il quadro di Tiziano è stato commissionato da Filippo II ed evidenti sono i richiami ai dettami della controriforma. In quello di Rubens tutto sembra essere preso alla più alla “leggera”. Adamo non è più preoccupato e sembra perdersi nella bellezza di Eva, quasi incurante del danno che sta per compiersi.

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