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''Three Studies for a Self-Portrait'' di Bacon: venduto all'asta da Christie&#39


“Three Studies for a Self-Portrait” (Tre studi per un autoritratto) è un’opera dell’artista inglese Francis Bacon. Non è uno dei suoi dipinti più conosciuti, ma ha avuto una storia abbastanza particolare quando fu venduto all’asta di Christie’s, nel 2006. Christie’s fu fondata nel 1766 da James Christie, dimesso da un incarico della marina militare per mettere all’asta la proprietà di mobili di alcuni personaggi importanti. Insieme a Sotheby’s formano un “duopolio”, un termine economico con cui si indica una coppia di competitor che dominano il mercato. Sono infatti le due case d’asta più importanti al mondo.

L’opera di Bacon venduta da Christie’s non è tra le più facili del maestro. Come dice il titolo, raffigura un autoritratto dell’artista, o meglio tre autoritratti. Il volto di Bacon è dipinto da vari punti di vista e racchiude molto bene il scopo artistico. Per il pittore l’autoritratto perfetto non consisteva nella rappresentazione reale del volto, così come lo vediamo allo specchio, ma nella sua raffigurazione distorta. Punto focale era cogliere l’essenza, l’anima della persona. Possiamo quindi parlare di una grande introspezione psicologica. Non a caso i temi cari a Bacon sono la morte e la decomposizione. Da dove derivava l’idea di autoritratto triplo? Dalle macchinette per fare le fototessere. Spesso Bacon le trovava alla stazione e si immortalava in pose diverse.

Fin da subito è stato in dubbio il prezzo iniziale del dipinto. La stima di Christie’s era di 3,5-5,5 milioni di sterline. Ma chi propose l’opera alla casa d’asta? La famiglia di un artista dell’Inghiletta del Nord, che la comprò nel 1982 da Bacon stesso. Non conosciamo il nome del venditore che volle mantenere l’anonimato. Quest’ultimo scelse Christie’s perché già in passato aveva trattato altre opere di Bacon. Si mise così d’accordo con una specialista di arte contemporanea che lavorava per la casa d’aste. Fece mettere l’opera nella miglior collocazione del catalogo, fece fare una grande pubblicità in Inghilterra, un tour in Europa e inoltre fece scrivere un testo per il catalogo dell’asta dal biografo ufficiale di Bacon: Micheal Peppiatt. Importante fu a questo punto decidere che posizione dare al “Three Studies for a Self-Portrait” all’interno del catalogo. Dovete sapere che è decisivo il modo in cui vengono posizionate le opere all’interno del catalogo, perché danno un’idea dell’importanza dei pezzi in vendita. Solitamente in un’asta serale vengono proposti circa sessantadue o sessantaquattro lotti che sono lavorati in due ore. Al dipinto di Bacon fu dato il numero di lotto trentasette, quindi non si trovava tra le prime. Ma era una posizione studiata per far rimanere i compratori più tempo. Di solito infatti le opere più importanti sono tra le prime e questo fa capire che nei lotti seguenti non c’è nulla di così importante da comprare. A volte può capitare che ci siano due opere dello stesso artista. In questo caso il migliore viene venduto prima, in modo da lasciare un’altra chance ai compratori che non sono riusciti ad aggiudicarsi il lotto precedente.



Per stabilire il prezzo del dipinto ci si basa di solito sulla rarità. In questo caso l’opera di Bacon era inedita, mai vista prima, perché, come detto poco fa, era stata comprata da un artista da Bacon stesso. Quest’ultimo l’aveva tenuta nel suo studio per due anni e poi la vendette privatamente per circa 25.000 o 100.000 sterline (il prezzo varia e nessuno conosce quello preciso). Bacon realizzò trentatré trittici molto grandi, di cui tre distrutti dal pittore stesso. Era un suo “modus operandi”. Quando non era soddisfatto di un dipinto, lo distruggeva. Può sembrare una cosa molto strana e folle ma ha fatto parte della personalità di Bacon.

Prima della vendita di “Three Studies for a Self-Portrait” le opere di Bacon erano state vendute a prezzi molto alti (basti ricordare quella di Sotheby’s del 2005 che vendette un dipinto con lo stesso titolo di questo a ben 5,8 milioni di dollari).

Per vendere il quadro di Bacon, Christie’s preparò un’ampia campagna pubblicitaria per fare in modo che venisse conosciuta da eventuali galleristi o collezionisti interessati.

Il giorno dell’asta i primi trentasei lotti furono venduti, molti avevano superato le stime minime e solo uno era stato ritirato dall’asta. Il quadro di Bacon partì dalla cifra di 2,2 milioni di sterline, sotto la stima che era stata pattuita all’inizio. Se la aggiudicò un compratore collegato telefonicamente, un collezionista italiano molto famoso, per 3,8 milioni di sterline. “Three Studies for a Self-Portrait” non raggiunse però cifre esorbitanti. Per quale motivo? Perché non veniva da una collezione di brand. Infatti il venditore, come detto, non aveva rivelato il suo nome e anche se lo avesse fatto, probabilmente le cose non sarebbero andate diversamente perché non era un collezionista famoso. Vediamo quindi come, anche in questo caso, l’importanza di un collezionista e venditore può essere decisivo per la vendita di un’opera di qualsivoglia genere.

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