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Il ''Salvator Mundi'' di Leonardo all'asta per 100 milioni di dollari: ma è davv


Il 15 novembre sarà in asta da Christie’s a New York un quadro attribuito da gran parte della critica a Leonardo da Vinci: il “Salvator Mundi”. Il prezzo di partenza è 100 milioni di dollari, una cifra altissima che probabilmente solo qualche museo o ricco collezionista potrà permettersi.

Il quadro è stato esposto nel 2011 a Londra, alla National Gallery, alla mostra “Leonardo da Vinci: Painter at the Court of Milan” ed è l’unica opera del maestro vinciano a non essere ancora esposta in un museo. Ma cosa rappresenta? Il Cristo in atteggiamento benedicente con la mano destra e con la sinistra regge un globo di cristallo. La posizione è frontale, molto statica, il fondo è scuro e dà alla figura un maggiore risalto.

Qual è la sua storia? Si ritiene, anche se non in maniera unanime, che il dipinto sia stato realizzato agli inizi del Cinquecento. La sua prima menzione la troviamo nella collezione di re Carlo I, poi passata a quella del figlio Carlo II. Nel 1763 il “Salvator Mundi” è stato battuto all’asta di Charles Herbert Sheffield. Poi, per 140 anni, non si è più avuta notizia dell’opera e la rivediamo solamente nel 1900 quando venne comprata da Sir Charles Robinson, ma non attribuita a Leonardo, bensì al suo seguace Bernardino Luini. Nel 1958 è all’asta da Sotheby’s solo per 45 sterline. Nel 2005 è comprata da una piccola casa d’aste americana. Nel 2013, dopo la mostra di Londra, viene acquistata dal ricco russo Dmitry Rybolovlev.

Cerchiamo adesso di capire se l’opera può essere di Leonardo o meno. Le indagini diagnostiche hanno permesso di vedere e studiare accuratamente il dipinto. Nonostante molta parte della critica sembra decisa ad attribuire il quadro al Vinci, un’altra fetta non lo è affatto. Intanto l’impostazione del Cristo è molto statica e non è vicina alle pose dinamiche che solitamente dipingeva Leonardo (basti pensare alla “Dama con l’ermellino” o alla “Belle Ferroniere”). L’incarnato della mano benedicente è abbastanza smorto e la resa della veste appare non all’altezza di Leonardo. Inoltre non è da escludere una collaborazione degli allievi del maestro. Sappiamo bene come usassero copiare cartoni preparatori del maestro o opere già finite. Oppure potrebbe essere stato iniziato da Leonardo e terminato dagli allievi, forse misero la loro mano anche il Sali e il Melzi.



Secondo lo studioso Ludwing Heydenreich Leonardo non ha mai dipinto un originale del soggetto (ne esistono tante varianti), ma fece solo un cartone preparatorio usato come modello dai suoi allievi. Il “Salvator Mundi” sarebbe quindi una serie di quadri e disegni prodotti in bottega a cui molto probabilmente Leonardo collaborò. Inoltre secondo Heydenreich Leonardo avrebbe preso come riferimento un “Salvator Mundi” di Melozzo da Forlì, conservato ad Urbino. Infatti ci sono le prove che Leonardo risiedette a Urbino intorno al 1502 e questa sarebbe quindi la data da prendere in considerazione per l’inizio del dipinto.

Quindi, nonostante la questione sulla paternità appaia risolta, non lo è per niente. Sicuramente il dipinto è di buonissima fattura e dovrà essere studiato ancora di più per scoprire novità stilistiche. Personalmente ritengo questo “Salvator Mundi” straordinario, enigmatico e anche un po’ “inquietante”. Il volto in particolare mi colpisce molto. Gli occhi sono quasi vuoti e danno al Cristo un’aria soprannaturale. Inoltre mi sembra accennata la tecnica dello sfumato leonardesco e ritengo certa la mano dei suoi collaboratori, sicuramente il Melzi e il Salai.

Vedremo cosa accadrà il 15 novembre, se l’opera verrà acquistata o meno. Vi terrò aggiornati. Voi invece cosa ne pensate? Conoscevate questo dipinto?



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