Emozione Arte 2018

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L'iconografia del Cristo della Domenica



L’iconografia del “Cristo della domenica” è piuttosto particolare e probabilmente è sconosciuta ai più. Uno degli esempi più belli lo abbiamo all’interno della chiesa di San Miniato al Monte a Firenze, sulla parete della navata destra. Cristo con l’aureola sulla testa, mostra con la mano sinistra la ferita del costato e con l’altra regge la croce del martirio. Intorno a lui sono raffigurati alcuni strumenti di lavoro che lo toccano senza provocargli ferite. Riconosciamo delle cesoie, uno strumento per misurare gli angoli e una mannaia. Ad oggi sono rimaste solo le incisioni di questi strumenti, create con la prima battitura, usata come tecnica di riporto. I colori non sono più visibili.

Cosa vuole significare questa iconografia? Per comprenderla, dobbiamo fare riferimento ad una scritta posta al di sotto, che così recita: «Chi non guarda la domenica santa e a Cristo no a devozione Dio gli darà la eterna dannazione». La funzione di questo Cristo è quindi di ammonimento. Ricorda al fedele di santificare la domenica allontanandosi dal lavoro. Se non obbedirà, sarà dannato in eterno. Questo affresco è stato attribuito a Mariotto di Cristofano e datato al primo quarto del XV secolo. Fa parte degli unici trenta esempi rimasti in Italia.

L’origine di questa iconografia è molto antica. È presente per la prima volta in Stiria, (in Austria) nella prima metà del Trecento e da qui si diffonde tra il XIV e il XV secolo nel resto dell’Europa. Non è più presente durante la Controriforma a causa di precise regole date alle immagini.

Un grande uso di questo iconografia la abbiamo in Trentino, dove è presente il più antico affresco di questo soggetto. In Toscana ci sono altri due esempi: uno si trova nella collegiata di Sant’Andrea a Empoli e l’altro nella Pinacoteca nazionale di Siena. Quest’ultimo ha un’iconografia diversa da quella di San Miniato. Qui non vediamo Cristo, ma una donna con aureola e corona, anche lei circondata dagli strumenti di lavoro. Accanto a lei ci sono due scene di genere, la più interessante raffigura una donna che porta in testa un cesto colmo di galline. Anche questo affresco ha un’iscrizione: «Or voliate buona gente la domenica guardare». Ricorre il monito di santificare e rispettare le feste. Questa iconografia femminile è una delle otto rimaste di raffigurazioni di donne con questo soggetto ed è infatti considerata molto rara.

Il “Cristo della domenica” dunque, oltre a ricordare che la domenica e le feste sono sante e vanno rispettate, permette oggi di studiare bene gli arnesi da lavoro del tempo e quindi anche stilare una lista dettagliata delle “Arti e delle corporazioni” esistenti al tempo.



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